Uno deve fare quello che la vita gli ha insegnato a fare. Forse quando è molto giovane, chissà, può ancora scegliere di cambiare strada. Ma a un certo punto uno dovrebbe fermarsi e dire: bene, questo sono capace di farlo, quest'altro no. Così mi sono chiesto: e io? Io sono capace di vivere in montagna. Mi metti quassù da solo, e io me la cavo. Non è poco, non credi? Ma si vede che dovevo arrivare a quarant'anni per scoprire che valeva qualcosa.
“Due persone che ancora devono innamorarsi sono soltanto due sconosciuti,
e lo restano anche per tutto il tempo che viene dopo, anche quando,
poi, si innamorano. L’amore non ti guarisce dalla solitudine. Dietro
questo sentimento caotico c’è una strana convinzione, un’idea che
riscalda: quella che quando ami e vieni amato sai chi hai accanto, lo
conosci al punto da essere al sicuro. La conoscenza però non la regala
l’amore, è qualcosa che si costruisce con l’attenzione, il tempo, la
costanza, tutte cose che poco hanno a che fare con la passione iniziale.
Gli sconosciuti sono mine sensibili che esplodono quando entrano in
contatto, aderiscono agli angoli più bui, quelli non esplorati, con un
botto violentissimo. Uno sconosciuto può davvero diventare tutto il
resto? Può uno sconosciuto diventare te stesso?”.
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Marco Marsullo, “Tutte le volte che mi sono innamorato”.
“I giorni buoni, i giorni felici, le persone che sorridono e passano, la vita fatta di cose semplici, il disordine delle stanze, tutti quei libri da leggere, le luci delle navi, le domeniche dell’infanzia, e il dolore secco, senza più risposte. Ce ne stiamo seduti e non parliamo. E magari guardiamo il mare. E in quel silenzio ci confondiamo, immaginando un futuro qualsiasi. Migliore del presente e più vicino al passato. Che la memoria selettiva ci restituisce netto, pulito dalle incrostazioni della sofferenza e dell’abitudine. E dinanzi ai nostri occhi disegna una linea sottile, lunga, fino all’orizzonte.”
¡Aparta, piedra fingida! Suelta, suéltame esa mano, que aún queda el último grano en el reloj de mi vida. Suéltala, que si es verdad que un punto de contrición da a un alma la salvación de toda una eternidad, yo, santo Dios, creo en ti; si es mi maldad inaudita, tu piedad es infinita… ¡Señor, ten piedad de mí!
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Deceiving stone, take flight! Let go, let go of my hand, for the last grain still hangs in the hourglass of my life. Let go: if it’s true for me that a moment of contrition can yield a soul’s salvation for all eternity, Holy God, I believe in You: may it be though my sins are mighty, I admit, that your mercy indeed is infinite… Lord, have mercy on me!
“Puoi scrivere tutto, puoi metterlo nel tuo diario dei fatti, ma la
verità è che nessuno può capire davvero l’intreccio di esperienze e
passioni che ti rende quello che sei. E’ una collezione privata, un
linguaggio segreto, un sassolino nella tasca che gingilli quando sei in
ansia, duro come la geometria, liscio come il sapone.”
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Raphael Bob-Waksberg, “Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata”.